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Una finestra sulla vita del Monastero

Lectio Divina

8 Gennaio  2018 Battesimo del Signore – Mc 1,7-11 

Preghiera

O Padre, che nel battesimo del Giordano
con l’autorità della tua voce
e la discesa dello Spirito
ci hai presentato solennemente
il Signore Gesù come l’Unigenito che tu ami,
dona a chi,
rigenerato dall’acqua e dallo Spirito,
è diventato tuo figlio
di vivere senza smarrimenti
secondo il tuo disegno di amore.
Amen.

 

 

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».   Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Giordano, Trasfigurazione e Resurrezione

Contesto

La festa del battesimo del Signore fa parte delle «feste epifaniche», cioè delle feste che celebrano la manifestazione del Signore. L’evangelista Marco racconta il battesimo di Gesù con la sua abituale sobrietà. Non ha parlato (e non parlerà) della nascita di Gesù, e nemmeno della sua infanzia. Tutti gli evangeli descrivono la missione di Cristo a partire dal battesimo. L’episodio del Battesimo di Gesù che ci presenta il brano di questa settimana, ricorre in tutti i vangeli ed è considerato il momento che sancisce l’inizio della vita pubblica di Gesù costituendo la necessaria premessa esistenziale e rivelativa che dà senso alla narrazione successiva già a partire dalle tentazioni nel deserto. Il Battesimo di Gesù rappresenta la sua investitura ufficiale come Messia, l’inizio del suo ministero pubblico.

 

Meditazione

La domenica del Battesimo del Signore conclude infatti il tempo di Natale, il tempo nel quale contempliamo più da vicino il mistero dell’Incarnazione del Verbo: il Verbo di Dio assume la nostra natura umana per renderci partecipi della sua natura divina mediante la remissione dei nostri peccati. Il mistero della gloria di Dio, velato dalla carne e già manifestato ai Magi, ora si manifesta nella vicinanza di Cristo agli uomini peccatori, una vicinanza che è offerta dei salvezza nel perdono dei peccati

Sottoponendosi al battesimo di Giovanni, Gesù ne muta radicalmente il senso: non è più un gesto rituale di penitenza e di aggregazione ad un gruppo religioso, ma l’assunzione di una grande responsabilità al servizio dell’uomo.  La prima lettura del Profeta Isaia in questa domenica del Battesimo di Gesù, ci rivela l’intenzione di Dio di far fiorire la giustizia sulla terra.

Questa è la prima volta delle “Tre Parole” del Padre. Il Padre parla nel N. T. al Figlio solo 3 volte, ripetendo sempre la medesima realtà: al Giordano, alla Trasfigurazione, nell’evangelo di Gv 12,23-30, alla Resurrezione (vedi At 13,32-33, citando Sal 2,7 sulla divina filiazione).

 

Qui si apre il capitolo della divina Leitourgia del Padre, “l’opera per il popolo” che porta alla redenzione, alla santificazione e alla divinizzazione, e che consiste in 3 operazioni connesse, svolte dal Padre nel Figlio con lo Spirito Santo: l’unzione profetica: per l’annuncio della Volontà paterna, l’Evangelo del Regno; E Gesù, secondo Marco, diviene l’uomo nuovo, proprio come di Adamo si dice: “E l’uomo divenne un essere vivente” (Gen 2,7). L’umanità ricomincia allora, col battesimo di Gesù, su basi nuove. Dovrà ancora passare attraverso l’esperienza della morte ed entrare quindi nella gloria della risurrezione.

Preghiera finale

Padre onnipotente ed eterno,
che dopo il battesimo nel fiume Giordano
proclamasti il Cristo tuo diletto Figlio,
mentre discendeva su di lui lo Spirito Santo,
concedi ai tuoi figli, rinati dall’acqua e dallo Spirito,
di vivere sempre nel tuo amore.
Per il Cristo nostro Signore . Amen