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Una finestra sulla vita del Monastero

Lectio Divina di domenica 1 Gennaio 2018 – Madre di Dio  Lc 2, 8-21 (B)

preghiera

O Dio, che nella verginità feconda di Maria
hai donato agli uomini i beni della salvezza eterna,
fa’ che sperimentiamo la sua intercessione,
poiché per mezzo di lei
abbiamo ricevuto l’autore della vita,
Cristo tuo Figlio.

Dal Vangelo di Luca

In quel tempo, c’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: “Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”. E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”. Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: “Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere”.
[I pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

 

Introduzione

Nel brano evangelico di oggi che parla anzitutto di Gesù, la Madre è ricordata tre volte: i pastori trovarono il bambino e la madre; passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, fu dato al bambino il nome «Gesù», «come era stato chiamato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo della madre»; Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. In  Lc 2  il  protagonismo di Maria è più evidente che in L 1.Gli eventi ricordati sono anche    meno fenomenali, più  vicini  alla  realtà quotidiana, redatti dentro la storia mondiale (Lc 2,1‐5), come lo è la cronaca della nascita di Gesù  (Lc 2,6‐20), un racconto    che loda l’obbedienza di Maria. Maria appare solo all’inizio (Lc 2,5‐7) ed alla fine (Lc 2,16-19.21).ll testo evangelico è parte del racconto della nascita di Gesù. Narra due fatti nei    quali la maternità di Maria serve da cornice ad affermazioni su suo figlio Gesù: i pastori     trovarono il  bambino annunciato dagli angeli,  i suoi  genitori gli mettono il nome  detto    dall’angelo. Pastori  e  genitori sono guidati da messaggeri di Dio per trovare il neonato e    per identificarlo: ambedue non fanno che  seguire  precise  indicazioni. 1L. L’annotazione più importante è l’ultima che abbiamo trascritto. Lo stupore di Maria si distingue dallo stupore generale.

Anche Maria sente le parole («tutte queste parole»), che spiegano l’evento che ella stessa vede e vive.

Nell’ottava del Natale la Chiesa celebra la solennità di Maria madre di Dio. Il mistero di Gesù è strettamente legato al nome della Madre, colei che dicendo il suo “Sì” a Dio è diventata la prima dimora di Dio tra noi. L’inizio di un nuovo anno si colloca sempre durante il tempo del Natale, caricandosi, quindi, di un clima particolarmente festivo e carico di speranza. La Liturgia di questo giorno non ha come tema fondamentale l’inizio dell’anno civile. Si tratta, piuttosto, quasi di un secondo Natale, una ripresa del Natale otto giorni dopo. La pericope evangelica ci porta di nuovo a Betlemme dove i pastori, giunti alla grotta in seguito all’annuncio dell’angelo, trovano Maria e Giuseppe e vedono con occhi pieni di meraviglia il Bambino nella mangiatoia. Da una parte al centro della festa c’è proprio Maria, riconosciuta con il titolo di Madre di Dio. La Chiesa ci invita a volgere il nostro sguardo verso di lei che è la «benedetta fra tutte le donne», perché in lei Dio ha compiuto le sue meraviglie. Il Figlio, che il Padre dona per la salvezza degli uomini, «nasce da donna», dalla Vergine Maria. C’è tuttavia anche un’altra buona ragione: Maria diventa, all’inizio del nuovo anno civile, l’icona che accompagna i discepoli di Gesù e suggerisce loro il modo in cui affrontare un nuovo tornante della storia.

Meditazione

Solo Maria non parla, ma conserva in se stessa tutte queste cose meditandole nel suo cuore (v. 19). Parole che ella custodisce nel suo cuore, dentro di sé. Le parole, che in altri suscitano stupore, in lei si fanno ascolto consapevole, pensoso e intelligente: il cuore indica tutto questo. Il verbo custodire – è il solo verbo all’indicativo e che, perciò, regge tutta la frase – non dice semplicemente il ricordare, ma sottolinea la cura e l’attenzione, come quando si ha fra le mani una cosa preziosa.  L’ascolto interiore di Maria è prolungato, non di un solo momento, come suggerisce il verbo al tempo perfetto. E il participio «meditandole» dice poi che il custodire di Maria non è un conservare passivo, inerte, bensì un custodire attivo e vivo, che collega e confronta una cosa con l’altra (tale è il senso del verbo greco: confrontare, comparare), cercando di comprendere la logica profonda, la direzione e la verità di cose che possono sembrare slegate o addirittura in contrasto fra loro. Luca conclude annotando che i pastori, dopo aver visto il bambino e aver riferito il messaggio che avevano udito, se ne tornarono alle loro tende glorificando e lodando Dio non solo per quello che avevano udito, ma anche per quello che avevano visto di persona, a conferma di quanto era stato detto loro (v. 20). Dopo aver incontrato il bambino la cui nascita era stata loro annunziata, i pastori riferiscono le parole udite dall’angelo a Maria e a Giuseppe, e poi comunicano quello che hanno udito e visto a tutti coloro con cui vengono a contatto. Essi danno così conferma ai diretti interessati del mistero di cui sono protagonisti e d’altra parte diventano il modello dei missionari cristiani, i quali annunziano eventi che non solo hanno udito da altri, ma di cui hanno fatto diretta esperienza nella loro vita. Abbiamo qui un fenomeno tipico della missione: i poveri sono i primi destinatari dell’annunzio. Essi infatti sono coloro che veramente capiscono il mistero della salvezza e confermano la fede.

Preghiera 

Grazie, o Madre e Regina della Pace!

La tua benedizione materna, o Maria, Madre nostra dolcissima,

scenda su ciascuno di noi, sulle nostre famiglie, sulla Chiesa e sull’umanità intera.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Felice Anno Nuovo

Sotto la protezione della Vergine Madre